io non so fingere. io magari sono in torto, ma il mio torto è vero

Preferisco chi si prende la responsabilità anche di risultare antipatico, preferisco chi discute, chi dice la sua con coraggio, preferisco chi mi manda al diavolo, preferisco chi non tiene rancore, preferisco chi non ha paura.

Ho bisogno di ondate, di essere travolta dall’affetto, di star ferma e lasciarmi andare. E addormentarmi finalmente.

Non bisognerebbe lasciare le cose in sospeso. anche se le risposte alle tue domande ti fanno male

Disillusa ma non troppo. Un po’ ci spero ancora. Sempre. Spero in sorprese, in cose belle, nel giusto. Lunedì questo per me si è avverato. Buon senso e onestà. E milano si è rimpita per festeggiare e stavolta non erano i mondiali. Foto by

Eppure qualche volta è il prendere posizione che ci rende delle brave persone.

"Il portiere dice che la signora del terzo piano da cinque mesi sta ristrutturando il bagno. “E io da cinque mesi”, dice, “non faccio che togliere la polvere che lasciano gli operai sulle scale e nell’ascensore”. Il portiere ha lo sguardo incazzato, anche se per natura la sua faccia non si pone volentieri nella grinza naturale che esprime il sentimento dell’incazzatura. “Cinque mesi!”, fa. “L’altro giorno le ho detto: – Signo’, ma cinque mesi ci vogliono per rifare un bagno? – E lei: – Eh, ma non s’immagina che bagno…”. Il portiere si appoggia alla tastiera del bancomat, incrocia le braccia al petto e fissa il traffico sempre più accentuato che scorre lungo la strada principale. È un uomo piccolo di statura e tozzo, in quella posa sembra sopraffatto dall’enormità del problema della polvere. Ma forse no, forse non pensa alla polvere. Qua e là gli affiorano i ricordi. Solo che è difficile fidarsi dei ricordi. Allora si mette a ridere, fa un commento su una donna che passa, una specie di pantera elastica coi tratti del viso alterati da un chirurgo estetico, come ce ne sono tante da queste parti, una faccia deforme che rispetta in pieno il canone moderno e antiaristotelico di bellezza femminile. Lui che in fondo è sempre così gentile, col sorriso sbilenco della sua faccia composta da un’ossatura grossolana da contadino, lui che certi giorni non ha niente da fare e altri si ammazza di fatica perché dalla mattina alla sera è tutto un susseguirsi di servizi, sospira e si lascia andare a un giudizio sommario sulle donne. “È più facile la vita per loro”. Capisco al volo a cosa allude, intende dire che possono avere tutto con poco. Gli rispondo che non sono d’accordo, che la sua è una generalizzazione, anche se le regole di virilità sociale mi obbligherebbero a questo punto a fare un ghigno d’approvazione. Ma è già strano che io mi trovi qui, in attesa, a parlare del nulla con lui, ed è ancor più strano che mi ritrovi all’improvviso con l’insana voglia di dirgli, amico mio, non c’è niente di sicuro a questo mondo, né la polvere sulle scale, né la bellezza delle donne. E come diceva Bukowski, tutte le nostre necessità, amore compreso, poggiano su fondamenta di sabbia. Ma temo che lui non sappia niente di Bukowski. Come sa poco e niente delle donne."

È più facile la vita per le donne « STELLA D’OCCIDENTE

Ad alcuni, bisognerebbe dire, che i personaggi che interpretano non erano loro assegnati.

“Vita e morte
energia e pace
se mi fermo ora è stato divertente
e anche le terribili sofferenze
che mi hanno consumata
e hanno lasciato segni indelebili nella mia anima
sono valse la pena
perché mi è stato donato di camminare dove ho camminato,
che è stato l’inferno in terra poi il Paradiso in terra
e poi di nuovo giù, al suo interno, sotto di esso, in mezzo ai due,
attraverso esso, dentro esso e poi oltre.”
(Gia Marie Carangi, 1986)

Mi ci son voluti due capitoli o tre per capire che erano racconti e certo non mi era chiaro il nesso tra un capitolo e l’altro.

Non amo i libri a racconti.
Amo i romanzi, 
quelli che ti fan perdere ore di sonno, 
quelli che ti catapultano nelle righe nere e fitte di un’altra realtà, 
quelli che “SCOTT, PRONTI PER IL TELETRASPORTO”
e tu non sei più qui.

Io ho sempre avuto storie sentimentali che son racconti.
Dicono che ci sia pure un romanzo là fuori.
Dicono che è bello e che ne ho bisogno.

Sarà.
Ma non puoi desiderare quello che non hai mai provato.
Farlo capire a chi ti attacca l’etichetta non è semplice.
Se gli uomini vengono da marte e le donne da venere,
io son nata su plutone.

Forse è che leggo in fretta e vado subito alla fine,
forse è che ho letto il romanzo di qualcun’altra
forse il mio era senza titolo.

Le mie storie d’amore (?) son stati racconti, 
ci ho messo due capitoli o tre per capire che non erano romanzi.